Quel Tram chiamato desiderio

L’ultimo sgargiante gratta e vinci ha spazzato via le mie speranze di godere di una rendita di mille mila euro tale da permettermi di assolvere in maniera autonoma ai miei bisogni di base quali non lavorare, non sbattermi, viaggiare, cantare ballare e recitare. L’incresciosa situazione delle mie finanze comporta quindi che io Nicolesda del Monte vien dal Mare debba agire e vivere come un comune mortale e quindi sotto la soglia della ISPL(a tutti coloro che non hanno conseguito una laurea  da salotto come me spiego che la ISPL è la sigla per indicare l'International Standard of Poverty Line che si calcola in base ad un paniere di beni… 'nzomma non ricordo proprio bene ma la sigla è questa e sticaaa ) dunque, munita di forza motoria autogenerata  prendo i mezzi pubblici e condivido germi batteri e cattivi odori con il mio prossimo.
Usualmente, se nessun nefasto evento ha incrinato il mio buon umore, trovo divertente e stimolante osservare questo campione umano su gomma. Vero è che utilizzo i mezzi pubblici per propagandare le mie idee libertarie nonchè l’amore e l’amicizia tra i popoli, amo assurgere al ruolo di difensore civico autoproclamato e generare dibattiti in difesa di una visione del mondo plurale e multiculturale. Queste mie azioni pregne di buonismo fanno sì che possa amarmi per almeno un quarto d’ora al giorno e quindi daje de tacco e daje de punta disgraziati della terra venite a me che vi difenderò come una Mathma Gandi venuta dal Sud pronta a lanciare infamanti invettive contro stuoli di viaggiatori incattiviti. Ricapitolando mi dedico al volontariato per conto di una associazione composta da me, me e l’altra me. Tutto giusto tutto bello però se tu donnina latino americana magari smettessi di bere birra Peroni lasciando la bottiglia a terra mentre usi il palo del pulman per la lap dance mettendo il culo in faccia ad un ciccione sud americano e sparando musica los amor los amor magari il mio lavoro di difensore culturale sarebbe giusto un tantinello più semplice…

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Informazioni su nicolesda

Seguace del divanismo culturale, fedele ai dettami dell'alfa privativa, ha come guide spirituali Ru Paul e Karen Walker. Scrive un blog al solo scopo di raggiungere un, del tutto improbabile, successo editoriale che le permetterà di realizzare il suo bieco sogno: lavorare un giorno a settimana (svegliandosi a mezzogiorno), perché c'è chi è nato per soffrire e chi, come lei, NO.
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7 risposte a Quel Tram chiamato desiderio

  1. aurelianobuendia ha detto:

    da pluriennale fruitore di autobus notturni
    ho imparato, osservando,
    che in ognuno di questi c'è
    il barbone ubriaco che dorme.

    Una sera mi sono accorto che mancava.
    Poi ho fatto caso che io ero malmesso, ubriaco e con la testa poggiata al vetro per cercare di dormire.
    Ero io il barbone ubriaco di quella corsa.

  2. N1colesda ha detto:

    quindi è probabile che sia io l'immigrata del sud se non ne vedo altri nel bus… riflettere su quanto sia potenzialmente discriminata…

  3. Naught ha detto:

    Tu osservi quelli su gomma, io quelli su rotaia (treno o metro).
    Auerelià, una preoccupazione: la sera sul treno delle 10 e rotte di solito ci viaggiano papponi e mignotte. Un paio di volte mi sono ritrovato senza dette presenze…come la risolvo?

  4. Skadefryd ha detto:

    Senti ma lei sculettava, e ci siamo capiti.. ma lui che faceva? Era contento almeno? 

  5. N1colesda ha detto:

    @ Naught aspettiamo che Mister Aureliano ci illumini di immenso in merito alla questione da te pregevolmente posta!

    @ Skade direi che più di uno sculettio trattavasi di una ottima imitazione della vita sessuale dei Bonobo! lui sbavava, rideva, guaiva e scodinsolava…la cosa triste era vedere lei così giovane e lui così laido che la incitava…

  6. Samhuin ha detto:

    non lamentarti con il gratta e vinci, poi ti ha regalato un prezioso caffè e 30 centesimi di resto! 😀

  7. N1colesda ha detto:

    Hai ragione! lunga vita al Gratta e vinci!

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