Di province non meccaniche, contratti di lavoro a tempo perso, gruppi indie, gente hipsterica e cape di pane

Tutte le persone citate in questo post sono realmente esistenti, totalmente all’oscuro delle mie invettive e legalmente autorizzate a citarmi per diffamazione. Quanto suddetto è altrettanto valido per le Città coinvolte e le cape di pane (panini dalle dimensioni assimilabili al volume della testa di un infante).

Nella provincia dell’impero la gente della mia età è molto disoccupata ma al contempo sfranta da un indomita stanchezza. Qualora siffatta gente non sia disoccupata è probabilmente pagata a nero, malpagata, pagata random, a cottimo, una tantum, en passant, ma inspiegabilmente molto meno stanca della categoria sopracitata. Tutti coloro che possono vantare un contratto a tempo “perso”, contratto inventato appositamente per noi dalla nuova legislazione in materia di “o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra”, si caratterizzano da occhiaie grigio computer, capelli non curati, vestiti abbinati a caxxo, assenza di una vita privata, uso convulso dei mezzi di comunicazione e abuso di nicotina in forma liquida.

Tale categoria, qualora appartenente alla frangia “alternativa- indie – post punk – post rock- post-post “ attende il fine settimana per liberarsi dal giogo della schiavitù para impiegatizia e vestire i panni del divertimento mediamente impegnato. Ed il venerdì alla fine giunge gravido di nullitudine, trottando come un cavaliere dell’apocalisse incazzato di brutto verso la fine del week end. Nella provincia de-meccanizzata se ci sono delle cose interessanti da fare-vedere-sentire sono tutte inderogabilmente e inspiegabilmente organizzate nel medesimo maledettissimo giorno, nella medesima maledettissima ora, nella medesima maledettissima area geografica mefistofelicamente intasata.

Il concetto di divide et impera qui non ha mai preso piede, la basilare norma del “differenziamo così pariamm tutti quant” non sfiora gli animi di organizzatori profit e no profit ugualmente sordi ai problemi del divertimento fine settimanale.Finisce dunque che, preso da multiple indecisioni si scelga a sorte, con la consapevolezza della fallacità della propria scelta e con la certezza che, anche scegliendo razionalmente, l’attento vaglio risulterà lacunoso e insoddisfacente.

Stipato in luoghi angusti, tra gente dilaniata tra aspirazioni metropolitane e un rustico senso di attaccamento alla sasiccia e i friarielli, rimani lì senza niente di rilevante da dire, senza niente di rilevante da comunicare senza niente di rilevante da rilevare.

Un gruppo indie imperversa nelle tue orecchie e per quanto tu voglia cogliere le presunte verità dei loro pregevoli testi pregni di disagio generazionale ( ma poi sta tardo adolescenza dura fino ai 50 anni?) tu ti senti a disagio, proprio come loro e ti accorgi con stupore di desiderare solo un poco di silenzio, un divano bello largo e qualcuno con cui parlare senza doverti preoccupare di essere brillante e pregno di sintomatico mistero.

Nel mentre si fa largo dentro te un malinconico vuoto, ti accorgi che la cultura underground della provincia dell’impero si declina in un mischio di donne vestite da mistress,e uomini sfiortiti dall’addome chirurgico, poser di scarpe e personalità da social network. Il vuoto cosmico si allarga, si dilata, diventa voragine e solamente quella capa di pane ripiena di cose animali e città potrà colmare quella terra di nessuno tra il tuo corpo e l’anima!

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Informazioni su nicolesda

Seguace del divanismo culturale, fedele ai dettami dell'alfa privativa, ha come guide spirituali Ru Paul e Karen Walker. Scrive un blog al solo scopo di raggiungere un, del tutto improbabile, successo editoriale che le permetterà di realizzare il suo bieco sogno: lavorare un giorno a settimana (svegliandosi a mezzogiorno), perché c'è chi è nato per soffrire e chi, come lei, NO.
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11 risposte a Di province non meccaniche, contratti di lavoro a tempo perso, gruppi indie, gente hipsterica e cape di pane

  1. L’espressione “venerdì gravido di nullitudine” sarà mia per sempre. Detto questo io sabato scorso una cosa l’ho rilevata: una ragazza mi ha rivelato la più torbida delle possibili storie per un armony. E all’improvviso la serata da insipida è diventata “salata” e, credimi, non per la corona sale e limone. Un bacio da un sognatore metropolitano con l’eterna nostalgia di sasiccia e friarielli.

    • Nicolesda ha detto:

      Caro stabiese a Munchen! direi subito di commissionare l’Armony alla filosofa inoccupata! potremmo svoltare di brutto e dire addio ai venerdì gravidi di nullitudine! un saluto al tuo crucco!

  2. Dimenticavo. Dal tuo blog sono sconvolto bene ma anche un po’ sconvolto e basta.

  3. Delfo ha detto:

    Riconosco lo stile ed il livello dell’acqua,forse e’ tempo di tirare l’acqua.E’ nicolettamente bello.

    “Ohhhhhhh if you don’t like it change it! Whether you gonna change your self or everything around oh oh ohhhhhhhh”

    From ‘nobody is safe’ the wollermens

  4. melissatrespass ha detto:

    la citazione di battiato è meravigliosa
    comunque pure je me so rutt o cazz, detta sinceramente

  5. nicolesda ha detto:

    Ma poi le guardi le nuvole lassù?

  6. ilbuendia ha detto:

    da quando ho scoperto che a Cosenza ci sono gli hipster beh il mondo non è più lo stesso.
    ma la colpa è di internet, insomma uno non può far partire una moda che ecco che poi come niente si diffonde tramite internèt e ti diventa globale.

    Il problema è l’internèt a Cosenza, ecco.

  7. nicolesda ha detto:

    Ma gli hipster di Cosenza sono peperoncino addicted? Questa compressione spazio temporale causata da internet c’ sta accirenn!
    P.s. Il problema è internet a Cosenza! marvellous! rido e ancora rido!

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