Taboo, guerre fratricide e scomode verità sulla natura umana.

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Eravamo quattro amici al barrrrr che volevano cambiare il mooondoooo….

Per dovizia di cronaca: NO non eravamo quattro amici e NO a nessuno è venuto in mente di cambiare il mondo che già a fare il cambio di stagione si cade in crisi mistica, figuriamoci il mondo  mò ( si sono una merda, non ricordo l’ultima volta che sono scesa in piazza, non ho ideali, sono una brutta persona).

Ad ogni modo, eravamo una dozzina riuniti in un allegro consesso per festeggiare il genetliaco di Malentina, splendida fanciulla cresciuta sull’asfalto e sul cemento composta per il 90% di bellezza e il 10% di Male.

Nel mentre si era persi nel barismo cordiale a parlottare del più e del meno (molto più del meno che del più) un tabellone, apparentemente innocuo cartone pressato, si materializzò sul tavolino luridino del Bar.

 La tragedia era dietro la porta ed aveva le fattezze di un colorato giuoco da tavola…

Mentre tutti accoglievano ignari l’infingardo giuoco il mio pregevole vicino di sedia con sguardo attonito mi sussurò, con flebile voce una sibillina frase: Mo’ ce ramm e man! (HOMO HOMINI LUPUS).

Ignorata la Cassandra al mio fianco, sorridevo beffarda:dai! iniziamo con il Taboo!

Entusiasmo, squadrismo e  cameratismo si facevano largo in noi!  battutine risatine, il tutto condito da espressioni da stadio: adess vi facimm tant! V’ nturzamm ! Vi schiacciamm (VENI VIDI VICI) trallalero trallallà.

La clessidra, anch’esso oggetto senza particolari valenze simboliche, iniziò a scandire candida il trascorrere dei secondi tramutandosi in orrenda Atropo (la vegliarda musa che taglia il filo della vita).

Il tempo della gioia era ormai alle spalle, una nuova era di odio, recriminazione, cazzimma stendeva le sue enormi nere ali su di noi.

Minuto dopo minuto le accuse di brogli si rincorrevano, le regole del gioco subivano interpretazioni berlusconiane, nuovi entrati di ritorno dalla stadio (FORZA NAPOLI!)  inneggiavano solenni nelle orecchie sanguinanti degli astanti, gli sguardi diventavano tesi, i sorrisi scomparivano dai volti sostituiti da malefici ghigni.

Quel tavolino oramai era una terra di nessuno.

Frasi usualmente percepite come normali diventavano improvvisamente offese mortali, a  semplici domande quali: ti prendo un’altra birra? si susseguivano risposte tipo: Fatti i cazzi Tuoi! Lo so che vuoi solo distrarmi! Il sospetto si annidava in ogni gesto, l’anima nera del Taboo ci possedeva rendendoci fiere tra gli uomini.

Stima fiducia e affetto venivano sostituiti da rancore, accuse, e odio diffuso.

Non paghi di stillare ostilità verso gli avversari anche nelle squadre le prime crepe distruggevano il comune intento omicida: uaaaaa ma da te non mi aspettavo solo 4 parole! Uanemaaa e ssii accussì brav a parlà e po’ ti pierd … (Errare umanum est, perseverare autem diabolicum, et tertia non datur)

Usualmente si dice che la vera natura delle persone viene fuori sulle questioni di soldi.

Non è vero, la vera natura dell’uomo si manifesta a Taboo.

Oggi a poche ore dai nefasti eventi domenicali si cerca di ricostruire i rapporti incrinati, ma la disistima regna ormai sovrana. Ci vorrà tempo per dimenticare, per sanare le sanguinanti ferite dell’orgoglio.

E come ha detto oggi un giocatore in preda al risentimento :

quello di ieri non era  Taboo.. era  T’abboff (Mala Tempora Currunt) !

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Informazioni su nicolesda

Seguace del divanismo culturale, fedele ai dettami dell'alfa privativa, ha come guide spirituali Ru Paul e Karen Walker. Scrive un blog al solo scopo di raggiungere un, del tutto improbabile, successo editoriale che le permetterà di realizzare il suo bieco sogno: lavorare un giorno a settimana (svegliandosi a mezzogiorno), perché c'è chi è nato per soffrire e chi, come lei, NO.
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5 risposte a Taboo, guerre fratricide e scomode verità sulla natura umana.

  1. ilbuendia ha detto:

    Ma difatti, perchè mai giocare a un gioco da tavolo?
    Sì, io son di natura poco animale sociale ma spesso ugualmente me lo chiedo.
    ‘ndo sta la parte in cui ci si diverte?

  2. Sono piegato in due dalle risate! Secondo me, l’unico gioco in cui si possono osservare occhi dei giocatori ancora più iniettati di sangue e frasi ancora più intrisse di cazzimma è il CUCU di Natale. Ma anche TABOO è una prova tangibile di quanto l’istinto di sopravvivenza prenda il sopravvento anche in situazioni apparentemente ludiche. Alla fine la partita è stata portata a termine o i litigi hanno incrinato le relazioni ancor prima del termine?

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